N. 1 (futile modo di nascondere un spiega dietro una sega)

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Sbriglio il lunedì sera da pensieri vari: lavoro, passioni, passioni diventate un lavoro. Quello che rimane è la classica melassa di buoni intenti o di biglietti aerei da acquistare se solo si avesse la voglia effettiva di farlo (e una carta di credito pronta a succhiarti il più leggero dei desideri).

Tra i buoni intenti c’era quello di iniziare a scrivere come una volta, ma anche meglio. ”Dovrei migliorare il mio lessico, renderlo più vario” – ma anche – “E l’inglese? Cazzo l’inglese è fondamentale, quando inizierò a studiarlo sul serio?”

Fatto sta che tra cuciture senza un’appartenenza stilistica, tesso il dialogo tra me e te, riflesso di quello che io voglia percepisca da ciò che leggi, specchio di un piccolo ma costante bisogno di audience pronta ad applaudirmi e a scrivermi bravo.

Sparare cazzate è sempre stato un mio punto di forza, forse cazzate a metà. Far credere di capirne, informarmi just in time, fingere di ascoltare quando tutti sanno che quando stringo una mano l’unica cosa alla quale penso e a scandire bene il mio nome intravedendo il riflesso dei miei occhi nel mio interlocutore di turno. E pensare che una volta volevo scrivere un libro, su quali basi poi? Ne ho letti 10 in tutta la mia vita e non ne ricordo perfettamente nemmeno uno. Ci ha provato anche Trenitalia a convincermi che immergersi in un libro mi avrebbe regalato del tempo più che riempirlo, ma niente. Colpa del video, di sequenze create ad hoc con l’intento di intrattenerci, legate allo scandire di tempi subordinati ad un flusso che se maneggiato con cura può regalarti quell’ora di “Stop thinking” di cui hai bisogno.

 Bulletime è il tempo che stiamo vivendo, che io sto vivendo. Non sono così egocentrico da prendermi come esempio generazionale. So di essere io stesso fautore di questi anni, nonché target di riferimento di qualche ricerca di mercato utile a capire cosa cercano i ragazzi per vivere meglio.

Muoversi a velocità normale mentre tutto va a rallentatore. Per osservare e sparare cazzate.

Poi credo che mai nessuno abbia detto che un blog debba aprirsi con una dichiarazione d’intenti.